Quel diavolo di Tramp, con la a ineguagliabilmente applicatagli da Federico Rampini parlandone al di là e al di qua dell’Atlantico, è riuscito con i tempi scelti per l’intervento americano nella guerra di Israele all’Iran a sorpassare anche le piazze di sabato scorso a Roma. Dove da quella “insalata russa” ricavata polemicamente dal deputato del Pd Emanuele Fiano osservando da casa le immagini combinate dei dimostranti contro il riarmo europeo e di quelli a favore della Palestina libera dal fiume al mare erano emerse incartonate in tenute militari insanguinate, da sinistra a destra, la segretaria del Nazareno Elly Schlein, la presidente tedesca della Commissione europea Ursula von der Leyen e la premier italiana Giorgia Meloni.
Sembrava una riedizione ristretta, a livello europeo, del fantomatico Stato imperialista mondiale immaginato negli anni Settanta dalle brigate rosse coinvolgendovi anche il “pacifico e mite” Aldo Moro, nella famosa definizione del Papa e amico Paolo VI, sequestrandolo fra il sangue della scorta e infine uccidendolo. Quei fantasiosi terroristi avrebbero dovuto fare altrettanto anche col segretario del Pci Enrico Berlinguer, imborghesitosi secondo loro nel perseguimento del famoso “compromesso storico” con la Dc, ma lo risparmiarono per lasciargli un’occasione di riscatto. Che a suo modo l’interessato colse ritirandosi spontaneamente dopo la morte di Moro, appunto, dalla maggioranza di cosiddetta solidarietà nazionale a sostegno esterno di due governi monocolori democristiani di Giulio Andreotti.











