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Ultimo aggiornamento: 10:09
“Sembra un manicomio organizzato“. Così Marco Travaglio, ospite della trasmissione Battitori Liberi, su Radio Cusano Campus, sintetizza lo stato della narrazione mediatica italiana dopol’attacco israeliano all’Iran.
“Hanno passato tre anni a romperci i timpani e anche qualcos’altro sull’aggressore e l’aggredito – aggiunge il direttore del Fatto Quotidiano – Qui c’è un aggressore indiscutibile, Israele, e c’è un aggredito indiscutibile, l’Iran. E allora si sono inventati che per Israele vale il diritto all’attacco preventivo perché non c’era un minuto da perdere”.
Nello specifico, Israele avrebbe colpito per impedire un presunto imminente attacco iraniano con armi nucleari. Ma, sottolinea Travaglio, “il problema è che l’Iran l’arma atomica non ce l’ha, ce l’ha Israele dalla fine degli anni ’60. Netanyahu dal 1995, cioè da quando ancora non era nemmeno premier per la prima volta, racconta al mondo che l’Iran è lì lì per avere l’atomica. Quindi, sono esattamente 30 anni che è lì lì per avere l’atomica, però non ce l’ha mai“.









