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La sentenza segna un’importante vittoria per la linea dura di Trump sull’immigrazione e potrebbe avere effetti immediati su decine di casi

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha annullato il blocco imposto da un giudice federale alle deportazioni verso Paesi terzi, accogliendo la richiesta dell’Amministrazione Trump. La decisione, che ha diviso nettamente i giudici lungo linee ideologiche, consente ora l’espulsione di immigrati illegali anche verso Paesi come il Sud Sudan, nonostante i rischi legati alla sicurezza e alla stabilità.

L’ordine del giudice federale Brian Murphy, che aveva temporaneamente fermato le espulsioni, è stato revocato da una maggioranza composta dai sei giudici conservatori della Corte, i quali però non hanno fornito una motivazione scritta per la decisione. Il caso ha attirato crescente attenzione da parte delle organizzazioni per i diritti dei migranti, dopo che è emerso che un gruppo di stranieri – tra cui cittadini di Cuba, Vietnam e Laos – era stato trasferito dagli Stati Uniti in una base militare a Gibuti.