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La Corte Costituzionale ha giudicato legittima la norma dell'esecutivo che affida alle Corti d’appello le decisioni sui trattenimenti dei migranti. Respinte le accuse di incostituzionalità e le critiche di opposizione e Anm
Non è contraria alla Costituzione la norma varata dal governo Meloni che nel novembre dello scorso anno spostò dai tribunali alle Corti d'appello la competenza a decidere sui trattenimenti dei migranti nei centri di accoglienza: lo ha deciso la Corte Costituzionale con una decisione depositata oggi. La norma era stata varata dalla maggioranza dopo le ondate di decisioni-fotocopia prese dal tribunale di Roma che avevano annullato, accogliendo i ricorsi dei migranti, i trasferimenti in Albania di una serie di extracomunitari irregolari.
A firmare le sentenze era stata tra l'altro Silvia Albano, esponente di punta di Magistratura democratica, da sempre in prima fila nelle battaglie a difesa dei profughi stranieri. La decisione del governo era stata accusata dall'opposizione e dall'Associazione nazionale magistrati di stravolgere le norme e soprattutto di voler affidare le decisioni a magistrati tradizionalmente più moderati, quelli in servizio nelle Corti d'appello. In un comunicato aveva aggiunto inoltre che la nuova norma "metterà in ginocchio le Corti territoriali. La definizione rapida dei processi d’appello sarà resa più difficoltosa in quanto dalle prime stime si prevede che le Corti saranno gravate da sopravvenienze di 30.000 procedimenti all’anno, da definire peraltro in tempi ristrettissimi".







