Gli effetti collaterali della rappresaglia iraniana contro gli Usa, ampiamente previsti, non hanno provocato danni all'Italia.

I missili di Teheran di queste ore, erano diretti anche alla base americana di Al Udeid, alle porte di Doha, ma i dieci militari dell'aeronautica italiana che vi operano sono in un luogo al sicuro.

Quegli attacchi "erano all'interno delle previsioni di possibilità". Per questo gli italiani che operavano nei luoghi finiti nel mirino "erano stati spostati precedentemente", spiegano le fonti della Difesa.

Il Qatar non è l'unico fronte delle ritorsioni. In Iraq - dove nel Paese operano oltre un migliaio di militari italiani - i razzi sono stati diretti alla base statunitense di Ain al-Asad, che ha attivato il sistema di difesa aerea. I nostri soldati e carabinieri, che invece operano a Erbil e Baghdad, non sono stati coinvolti. Sul fronte del Kuwait - dove era stato disposto il trasferimento di alcuni uomini qualche giorno fa - i militari si sono riparati in bunker a titolo precauzionale.

"Sono state tempestivamente adottate tutte le procedure di sicurezza previste, incluso, laddove necessario, lo spostamento preventivo in aree sicure", spiega il ministro Crosetto rassicurando che "tutti i militari italiani presenti in Iraq, Kuwait e Qatar sono al sicuro" e aggiungendo che "tali attacchi rientrano nel quadro delle ipotesi operative già considerate nei giorni scorsi dai tecnici della Difesa, che avevano subito disposto il riposizionamento prudenziale dei contingenti italiani nei teatri interessati".