Lo studente apre il portatile, o sblocca lo smartphone, si collega e trova sullo schermo il volto del professore che, come se fosse in una «call», risponde alle domande, o risolve dubbi sulla materia di studio. Ma il professore non è collegato in persona: a rispondere è il suo «gemello virtuale». Quello che sembrava fantascienza fino a pochi anni fa è diventato una realtà all’università dell’Insubria di Varese e Como grazie ad un progetto realizzato nel laboratorio «VARLab», in collaborazione col professor Gustavo Marfia dell’università di Bologna.
All'università dell'Insubria il primo docente digitale d'Italia: è il «gemello» di un prof reale e risponde a tutte le ore grazie all'AI
L'avatar ha le sembianze e la voce del professor Davide Tosi, che spiega: «Presto sarà la normalità. Non deve spaventare, è un’estensione virtuale del nostro essere creativo umano»








