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Ultimo aggiornamento: 11:18

“Il patriarcato esiste e il femminicidio non è una parola inventata, c’è un’emergenza che deve essere risolta”. Il Poeta della Serra ha spiegato così, in un’intervista a Leggo, la sua nuova iniziativa: dedicare per qualche ora tre vie del centro storico di Roma a Ilaria Sula, Giulia Cecchettin e Laura Papadia. Un gesto definito dallo stesso autore come “provocatorio” e diventato subito virale su tutti i social. “Più volte nelle mie opere ho provato a trattare questa tematica – ha spiegato – ma non avevo mai fatto una cosa del genere. È una protesta delicata, ma potente”.

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Diventato famoso nel mondo della street poetry per le poesie e gli aforismi scritti in giro per le città – sui bidoni della spazzatura, sulle tele lasciate nelle aree verdi o appese sotto ai cartelli stradali – il Poeta della Serra questa volta ha voluto lanciare un messaggio diverso perché “c’è una visione contorta nel rapporto tra uomo e donna che deve essere combattuta”. A dargli la giusta ispirazione è stata la manifestazione della Rete degli studenti medi del Lazio, che il 1 maggio aveva modificato simbolicamente i nomi delle vie per ricordare le vittime sul lavoro. Di qui l’idea di creare delle targhe dedicate alle vittime di femminicidio e sostituirle per circa mezza giornata a quelle ufficiali: via Tomacelli è diventata via Ilaria Sula, via della Caravita è diventata via Giulia Cecchettin e via della Scrofa è stata rinominata via Laura Papadia.