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23 GIUGNO 2025

Ultimo aggiornamento: 9:28

Un attacco aereo condotto con missili e droni si è abbattuto nella notte sulla capitale ucraina. Le stime, ancora provvisorie, parlano di almeno sei morti e 23 feriti, tra cui un bambino e una donna incinta. Ma mentre a Kiev si scava tra le macerie, da Mosca arriva una richiesta diplomatica: la Russia insiste affinché la Nato annulli formalmente il suo impegno, assunto nel 2008, di ammettere un giorno l’Ucraina nell’Alleanza.

Le sirene antiaeree hanno iniziato a suonare nel cuore della notte. Poco dopo, come hanno riferito i giornalisti dell’Afp presenti sul posto, si sono udite forti esplosioni in diverse zone della città. Le autorità militari di Kiev hanno subito parlato di “un massiccio attacco alla capitale”, con “possibili diverse ondate di droni nemici”. L’appello del capo dell’amministrazione militare, Tymur Tkachenko, è stato immediato: “Restate nei rifugi finché il pericolo persiste”. L’attacco, come confermato in seguito da fonti locali, è stato condotto non solo con droni ma anche con missili. L’obiettivo più colpito è stato un edificio residenziale di 25 piani nel distretto di Shevchenkivsky, dove una parte della struttura è stata gravemente danneggiata. È qui che si è concentrato il bilancio più pesante: il ministro degli Interni ucraino, Igor Klymenko, ha confermato la morte di quattro persone nel grattacielo. Un’altra vittima è stata registrata a Bila Tserkva, nella regione di Kiev, e il conto delle vittime è poi salito a sei morti. Sono immediatamente scattate le imponenti operazioni di soccorso, che vedono coinvolti 312 soccorritori e 74 mezzi impegnati a cercare superstiti tra le macerie.