È un’emergenza silenziosa. E porta anche i nomi e i cognomi dei braccianti morti a Borgo Mezzanone da inizio 2025. Sette degli otto casi di decessi rilevati tra gli insediamenti informali di Puglia e Sicilia dagli operatori di Intersos, l’organizzazione internazionale che opera in situazioni di emergenza umanitaria, sono avvenuti proprio nel ghetto tra Foggia e Manfredonia.
Che non manca di confermarsi il binario morto del percorso migratorio. Una “città non città” di circa tremila anime in cui la morte è qualcosa di più di uno spettro. La vita, un soffio: “Tra la fine di aprile e la fine di maggio ci siamo trovati, nel giro di pochi giorni, di fronte a due casi di arresto cardiaco improvviso, avvenuti proprio davanti ai nostri occhi. Nessuno dei due presentava, per quanto ne sapevamo, condizioni cliniche note che potessero far pensare a un esito così drammatico”.
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La voce è quella della coordinatrice medica di Intersos in Italia, Beatrice Sgorbissa, che ricorda quanto accaduto a Borgo Mezzanone. Due uomini, entrambi sui 45 anni, colti da un malore senza che vi fosse stata alcuna avvisaglia. Sono stati soccorsi dalla clinica di Intersos, ma, giunti all’ospedale di Foggia, non vi è stato nulla da fare. Solo una dichiarazione di morte e nessuna spiegazione sulle cause effettive del decesso.






