Un morto ed un ferito è il bilancio di quanto accaduto durante la notte a borgo Mezzanone, ad una decina di chilometri da Foggia nell'area dell'ex pista che ospita circa 1500 migranti di diverse nazionalità. Lì un cittadino straniero, con ogni probabilità un senegalese, è stato ucciso, accoltellato a morte. Mentre un altro straniero, un cittadino sudanese di 46 anni, è ricoverato in rianimazione in prognosi riservata presso il policlinico Riunti di Foggia.

Sarebbe stato vittima di un'aggressione. Almeno questa sembra la tesi più accreditata anche in considerazione delle ferite riportate, che, da indiscrezioni, sembrano localizzate per lo più al cranio. Che i due fatti siano collegati è l'ipotesi più credibile. Ma cosa sia realmente accaduto è oggetto di indagine da parte dei carabinieri che, attraverso testimonianze e rilievi sul posto, stanno cercando di ricostruire il delitto in un contesto di per sé complesso. La situazione nella borgata Foggiana da anni, infatti, è considerata esplosiva.

Episodi di violenza si sono sempre verificati anche per la difficile convivenza che spesso c'è tra etnie diverse. L'ultimo episodio si è verificato la scorsa settimana, domenica 28 settembre quando il corpo senza vita di un cittadino straniero, presumibilmente un nord africano è stato ritrovato non lontano dall'ex pista sempre nelle campagne attorno alla borgata in zone abbastanza isolate. Anche su questo caso sono in corso indagini dei carabinieri. Intanto la Flai Cgil di Foggia, attraverso il segretario generale Giovanni Tarantella, torna a ribadire la necessità di “massima attenzione sull'utilizzo dei fondi del Pnrr per il superamento dei ghetti”.