L’ultimo tassello che mancava per completare il puzzle. Il ricongiungimento di una sorta di nuovo “asse del male”: Bibi Netanyahu e Donald Trump. Con una spruzzata di cinismo ad uso interno: ora sarà chiaro chi sono i nuovi pacifisti, basta con le mezze misure. A buon intenditore (il Nazareno), poche parole. Sono servite poche ore a Giuseppe Conte per giudicare l’operazione “martello di mezzanotte” ed incastrarla nell’escalation che il M5S aveva già in programma per la settimana che si apre. A partire dal controvertice Nato all’Aja, con una miriade di gruppi e gruppuscoli di estrema sinistra, che si ritroveranno in una sala del Parlamento olandese per un’adunata contro le spese militari. Sotto ad una bandiera unificante che ben si adatta alla nuova situazione: «Giù le mani da Teheran». «L’attacco in Iran di Trump, a fianco del criminale Netanyahu, è un atto grave e pericoloso che può avere conseguenze catastrofiche», è il commento a botta calda dell’ex Presidente del Consiglio. Accompagnato da una dedica rivolta alla Premier: «Giorgia Meloni metterà ancora una volta la testa sotto la sabbia, come fa da tre anni, esprimendo forte preoccupazione?».