TREVISO - I contenziosi condominiali occupano circa il 40% delle cause civili. Un dato nazionale ma che tocca anche la dimensione locale, visto che liti e problemi che coinvolgono inquilini della stessa palazzina accadono anche in città. Questo il tema principale del convegno che si è tenuto a palazzo Rinaldi, con l’intento proprio di promuovere la convivenza consapevole negli immobili condominiali. L’incontro ha riscosso grande partecipazione, segno dell’attualità della causa: la scarsa consapevolezza delle regole che disciplinano la gestione condominiale è, infatti, diffusa e alla base di molte delle controversie che accadono quotidianamente. E che spesso gli amministratori non sanno gestire.

«I condomini sono veri e propri specchi della società che cambia: anziani soli, famiglie multiculturali, persone con fragilità, nuove forme di famiglia, tutte con bisogni e sensibilità diversi - ha spiegato Maurizio Ceschin, presidente di Anaci Treviso -. Ecco perché la convivenza non può essere lasciata al caso. Ha bisogno di regole ed anche di educazione civica, di ascolto e di attenzione umana». In questo senso, c’ è scarsa conoscenza delle regole di convivenza: le persone sono poco istruite in materia, nonostante venga fatta molta più mediazione. Ma se non ci sono professionisti in grado di intervenire, arginando i conflitti in corso, i litigi non diminuiscono: le assemblee condominiali, infatti, diventano teatro di scene grottesche, anche per cause di poco conto. «Il condominio va assumendo un sempre più un ruolo sociale - ha proseguito -; l’amministratore capace, oltre che un tecnico, è facilitatore di dialogo, gestore di equità, punto di riferimento per prevenire conflitti e valvola di sfogo per la comunità».