Rischio iperpenalismo
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Festeggia al Muro del Pianto "Con Trump cambiamo la regione" .
Benyamin Netanyahu è emerso con umore euforico dalla notte ’storica’ in cui Donald Trump ha ordinato attacchi contro le installazioni nucleari di Fordow, Isfahan e Natanz. Ancora l’anno scorso il premier aveva puntato tutti i gettoni di Israele sull’elezione di Trump e successivamente aveva scommesso che sarebbe riuscito ad ottenere il suo via libera (ed poi anche il suo sostegno attivo) ad un attacco israeliano contro il programma nucleare di Teheran.
La notte fra sabato e domenica è stata memorabile: non solo per Netanyahu (che ha conversato due volte col presidente Usa) ma anche per lo stesso Israele. Commosso fin nel profondo ieri Netanyahu si è recato al Muro del Pianto di Gerusalemme e dopo aver indossato il tradizionale mantello delle preghiere ebraiche (un gesto che in pubblico compie di rado) ha infilato fra le pietre millenarie un biglietto di ringraziamento al Signore. Poi ha recitato anche una preghiera scritta per l’occasione dal rabbino del Muro del Pianto in cui è stata invocata la massima protezione divina per il "salvatore di Israele": cioè per lo stesso Trump.










