Da queste parti, anzi proprio dietro al Lincoln Financial Field che ospita la sfida, per dieci anni dominò il basket di Filadelfia Allen Iverson, detto «The Answer», la risposta (ai problemi che all’epoca aveva la squadra, i Sixers): sembra aver trovato la sua risposta — e che risposta — pure la Juve, nella faccia e, soprattutto, nel talento di Kenan Yildiz. Anche oggi, il ventenne turco ha offerto una partita totale (per la copertura del campo) e letale (davanti al bersaglio): un’aut0rete provocata, una sassata da fuori e un tocco delicato da pochi passi, dopo aver spedito al pub il difensore, con la movenza dei numeri dieci. Insomma, un giocatore multidimensionale, con gioco interno ed esterno, tanto per restare al basket. Nel Paese delle possibilità, e delle stelle, s’è ovviamente innamorato di lui anche il pubblico americano, che l’ha applaudito al momento del cambio, a cinque minuti dal gong, quando ormai la sfida era archiviata: «Sono davvero felicissimo, per i gol e la partita, è stata una bella sensazione, il Mondiale è incredibile, speriamo di continuare così», dirà. «È un giocatore magico», lo etichetta alla fine Kolo Muani che, tra Francia e Psg, di fenomeni ne ha visti.
Juve-Wydad 4-1 al Mondiale per Club: Yildiz show, i bianconeri vedono gli ottavi di finale
I bianconeri trovano il secondo successo negli Stati Uniti grazie a una straordinaria prestazione del talento turco. Nel recupero segna Vlahovic su rigore











