Quando i B2 si sono levati in volo, ciò che prima era solo un timore si è trasformato in qualcos'altro.

L'Europa però si è risvegliata frastornata dopo l'attacco americano nella notte all'Iran, con Francia e Gran Bretagna - che siedono al consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite - che si affrettano a chiarire di non aver partecipato in alcun modo alla missione. Il messaggio, sempre lo stesso, è stato veicolato dai vertici delle istituzioni europee: l'Iran "non può avere l'atomica" ma l'unica strada da percorrere è tornare al tavolo dei negoziati e perseguire "la de-escalation". Un ritornello che rischia di suonare vuoto. Tanto più che la comunità transatlantica si sta per riunire all'Aja per il vertice della Nato. Ecco, l'incertezza ora la fa da padrona.

"Non credo che il conflitto tra Iran e Israele possa turbare il summit, a meno che non accada qualcosa di enorme", confidava nei giorni scorsi una fonte diplomatica alleata. Ebbene, cosa possa avvenire adesso nelle prossime ore nessuno lo sa e ci si domanda persino se Donald Trump manterrà l'impegno e si presenterà davvero nella capitale olandese nel caso in cui la situazione dovesse precipitare. L'Iran sembra questione distantissima dall'Alleanza Atlantica ma in realtà la Nato con la fu Persia condivide un confine, grazie alla Turchia. Ankara, peraltro, in settimana aveva notificato agli alleati la violazione del proprio spazio aereo da parte di velivoli israeliani e aveva ammonito del rischio di "incidenti". Insomma, è molto difficile che all'Aja si possa totalmente ignorare la faccenda, nonostante l'intenzione condivisa di evitare ogni strappo con Trump. Peraltro, all'ultimo miglio, è stata trovata l'intesa per superare il veto della Spagna e portare al vertice l'accordo sul 5%, che The Donald pretendeva a gran voce. Tra gli alleati, così come tra i membri dell'Ue, esistono sensibilità molto diverse sia su Israele sia sulla postura da adottare con Teheran. Non è un caso se il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa - al quale i trattati affidano il compito di rappresentare l'Unione Europea al livello dei leader - ha usato un linguaggio diverso rispetto a quello di Ursula von der Leyen e dell'alto rappresentante Kaja Kallas. "Invito tutte le parti a dare prova di moderazione e rispetto del diritto internazionale e della sicurezza nucleare", ha infatti affermato.