L’attacco americano contro le installazioni nucleari iraniane è stato ufficializzato solo in extremis a Palazzo Chigi e alle altre capitali europee. La conferma è arrivata nella tarda serata di ieri, a pochissime ore dai bombardamenti su Fordow, Natanz ed Isfahan: a darla, fonti dell’intelligence e della Difesa statunitensi, chiarendo definitivamente come i «14 giorni di riflessione» evocati da Donald Trump non ci sarebbero mai stati. Una mossa fulminea, dietro la quale si intravede la volontà americana di spiazzare ogni tentativo di mediazione operato nei giorni scorsi dai leader G7.

Usa attaccano siti nucleari in Iran, Trump: "Distrutti gli impianti di Fordow, Natanz e Isfahan"

In Italia la reazione si è innescata prima dell’alba. Giorgia Meloni ha attivato d’urgenza un fitto giro di telefonate con gli alleati e riunito in videocollegamento ministri competenti e vertici dell’intelligence (presenti il vicepresidente e ministro degli Esteri Antonio Tajani, il vicepresidente Matteo Salvini, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il ministro della Difesa Guido Crosetto, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari). Obiettivo: analizzare la nuova fase del conflitto e mettere in sicurezza il contingente italiano ancora operativo nella regione, oltre ai civili da evacuare.