Ma siamo sicuri che queste due vicende raccontino davvero la «notte della cultura», come vorrebbe farci credere Giannini? Non sarà, piuttosto, che siamo di fronte a due clamorosi autogol della sinistra medesima? Sul caso del film fantasma finanziato con fondi pubblici, la verità è brutale nella sua semplicità: se non ci fosse stato quel terribile fatto di cronaca, nessuno avrebbe sollevato la questione. Il vaso di Pandora si è rotto per puro caso, ma il suo contenuto riguarda ben altro rispetto all’omicida. Riguarda, piuttosto, un sistema di finanziamento pubblico al cinema che da anni sfugge a controlli seri, con criteri opachi e progetti spesso inconsistenti. L’indignazione di Giannini è rivolta al governo attuale, ma a ben vedere chi dovrebbe arrossire sono coloro che quel sistema l’hanno costruito, protetto e alimentato. Cioè, la sinistra culturale e politica che oggi grida allo scandalo.
Cara sinistra, ecco perché sbagli su Firenze: la cultura non è proprietà privata
C’è un momento, nella vita politica di una comunità, in cui anche l’indignazione dovrebbe saper indossare abiti decenti. Per...















