«Una delle cose che politicamente mi hanno fatto più male nella vita è stata la dichiarazione di Tremonti "Con la cultura non si mangia". Come se fare cultura e arte in Italia fosse un frivolo divertissement. Poi oggi leggere le dichiarazioni di Giuli che dice di essere fiero di liberare Cinecittà dall’Unione Sovietica… se queste sono le istituzioni dobbiamo tremare tutti». Lo dice Nicolò Massazza del duo artistico Masbedo (l'altro è Iacopo Bedogni) al SalinaDocFest diretto da Giovanna Taviani, dove è stato proiettato il film "Arsa", che sta facendo il giro dei festival estivi dopo essere uscito in sala a fine aprile. Diretto dai Masbedo e scritto insieme allo scrittore Giorgio Vasta, vede il debutto su grande schermo di Gala Zohar Martinucci nei panni di una ragazza capace di trasformare gli scarti di plastica del mare in opere d'arte. Vive nel lutto dell'amorevole padre (Lino Musella), scultore costretto dal cinico datore di lavoro (Tommaso Ragno) a creare statue “belle per finta” secondo la logica del consumismo.
Come si fa a fare film che non siano "belli per finta"?
Guardandosi dal didascalismo e dalle logiche di mercato: i film non devono spiegare tutto, ma evocare. Noi abbiamo sentito l’urgenza di raccontare un cinema d’artista, dopo essere andati alla Locarno della Bignardi a fare “i progetti matti”, poi a Rotterdam quelli più sperimentali, progetti che andavano sempre nei musei. Oggi con i nostri lavori andiamo in sala.






