Partiamo dalla premessa di chi investe in opere d’arte. Non conta solo la diversificazione, la ripartizione del rischio, il rendimento sul lungo termine, oppure la mera volontà di speculazione: tipico approccio di chi vuole solo guadagnarci. L’arte è un’altra storia, denota un’eccezione culturale, ha un forte contenuto sociale e relazionale che la rende non confrontabile a nessun altro investimento. «Chi ci mette i suoi soldi, dice Deodato Salafia, lo fa per ricavarne un dividendo emotivo». «Quando ne traggo un piacere, un godimento, poi difficilmente vorrò vendere quell’opera anche se vale molto di più rispetto al prezzo d’acquisto», spiega il fondatore della Deodato.Gallery SpA, l'unica galleria d'arte quotata in borsa.
Investire in opere d’arte: «Il quadro giusto? È quello che non vuoi più vendere». L’alchimia matematica delle nuove gallerie
Parla Deodato Salafia, fondatore dell’unica galleria d’arte quotata a Piazza Affari: «Il dipinto che ami è quello che si apprezza di più. Se non vuoi rivenderlo aumenta il suo valore. L’indisponibilità aiuta». E poi il superfluo








