Deve escludersi che la concessione del Pos (porto sicuro ndr) costituisse per l’Italia, e di riflesso per l’allora ministro dell’Interno Salvini, un “obbligo giuridico” il cui mancato rispetto potesse integrare gli estremi del rifiuto di atti di ufficio oltre che i presupposti per la realizzazione del reato di sequestro di persona». Queste sono le motivazioni della sentenza con cui il Tribunale di Palermo aveva assolto l’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini da un’accusa pesante: l’aver trattenuto a bordo 147 migranti fino allo sgombero ordinato dal procuratore. Se non fosse che già si sente parlare di appello da parte della procura si potrebbe archiviare la questione. E riflettere sulla sola modalità politica degli sbarchi e dei respingimenti: il modus operandi dell’allora ministro era politicamente valido ed è giusto che rappresenti il metodo politico di un governo conservatore. Per attuarlo occorre fermezza. Ma come la mettiamo in un Paese dove le Ong diventano più importanti delle istituzioni, dove operano con le benedizioni di alcuni sacerdoti che contribuiscono a creare confusione tra Missione e missioni.

Più di una volta ho detto di rispettare le parole della Chiesa e del Papa in difesa dei migranti perché le leggo come parole ben più alte di quelle della Boldrini odi Casarini: sono parole in difesa del valore della Vita. E sono le stesse tanto che riguardino i migranti quanto i malati, tanto che tocchino il fenomeno delle migrazioni quanto tematiche delicatissime come aborto o eutanasia. La missione della Chiesa è difendere il valore della vita come bene indisponibile. Insomma è un tema assai alto. Ma ahinoi- non mancano sacerdoti che generano confusione non limitandosi a difendere il valore della Vita ma polemizzando con questo o quel ministro, con questo o quel leader di partito.