L'Italia non era obbligata in alcun modo a fornire il Porto Sicuro (Pos) alla nave Ong Open Arms: è questa la posizione del tribunale di Palermo che ha assolto l’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini dalle accuse di non aver subito fatto sbarcare i 147 migranti soccorsi nel Canale di Sicilia. “Il convincimento che nella vicenda oggetto del presente procedimento nessun obbligo di fornire il Pos gravasse sullo Stato italiano, né, dunque, sull’odierno imputato, – spiegano i giudici preliminarmente – esime evidentemente il collegio dall’affrontare analiticamente diverse tematiche prospettate ed animatamente dibattute dalle parti quali, ad esempio, quelle relative alla circostanza che la nave Open Arms avesse potuto fungere da Pos, ovvero al fatto che il primo intervento non avesse in realtà riguardato un’imbarcazione in distress, o ancora al fatto che i tempi trascorsi in attesa del Pos potevano legittimamente spiegarsi (anche tenuto conto dei considerevoli tempi ordinari di sbarco impiegati in altre operazioni di salvataggio concluse in Italia, anche in epoca diversa dalla reggenza Salvini del Ministero dell’Interno) con l’esigenza di provvedere prima alla distribuzione dei migranti fra gli Stati Europei”. A tutelare i diritti delle persone a bordo sarebbe dovuta essere la Spagna e non l'Italia.
Open Arms, “nessun obbligo per l'Italia”: ecco perché aveva ragione Salvini
L'Italia non era obbligata in alcun modo a fornire il Porto Sicuro (Pos) alla nave Ong Open Arms: è questa la posizione del tribunale ...










