Si allarga la forbice di prezzo in favore dei mutui variabili rispetto ai fissi e la decisione della Bce di giovedì scorso di fare un altro taglio di 25 centesimi del costo del denaro lascia credere che il divario sia destinato ad aumentare nei prossimi mesi. Il distacco tra Euribor a 3 mesi, parametro benchmark per l’indicizzazione dei variabili, e l’Eurirs a 20 anni, adoperato per determinare il prezzo dei fissi, oramai è di circa 70 centesimi, un gap che solo parzialmente si riflette sulle condizioni di offerta dei mutui, come risulta dalla ricognizione di mercato realizzata il 4 giugno sul portale mutuiOnline.it, che ci ha fornito i dati.

Dall’analisi dei dieci mutui standard più convenienti da 140 mila euro a 20 e 30 anni finalizzati all’acquisto di un’abitazione da 200 mila euro risulta infatti che i variabili costano in media 25 centesimi in meno dei fissi. Qui, tutte le tabelle sulle quotazioni e le offerte di mutui a tasso fisso e variabile delle banche.

I 45 centesimi che in teoria mancano nel conto sono dovuti alle condizioni di miglior favore che le banche continuano a riservare a chi sottoscrive un finanziamento fisso; nulla però assicura che continueranno su questa linea. Scendendo nel dettaglio, la media dei fissi a 20 anni si attesta al 2,99%, il Taeg al 3,23% e la rata a 776 euro, mentre per i variabili il tasso nominale è del 2,76%, quello effettivo del 2,97% e la rata comporta un vantaggio di 16 euro.