PADOVA - Tarcisio Serena, presidente regionale veneto degli arbitri di calcio, legge le statistiche e poi sospira: «Qui non abbiamo mai avuto numeri così alti». Nel documento che tiene in mano i casi più gravi sono evidenziati in rosso e gli altri in giallo, proprio il colore dei cartellini. Questa volta però i normali falli di gioco non c’entrano niente. Serena scorre l’elenco di tutte le violenze ai danni dei fischietti registrate durante l’ultima stagione calcistica in Veneto, dalla serie D alla terza categoria fino ai settori giovanili. Sono state 26 e la situazione è preoccupante perché l’anno precedente erano state 13. I dati sono raddoppiati in un anno. Calci, sberle e spintoni, ma anche minacce e insulti irripetibili. Parliamo di sport ma parliamo soprattutto di cronaca, visto che in 5 occasioni gli arbitri sono stati costretti alle cure in pronto soccorso. L’episodio più grave è capitato un mese fa durante la gara di Seconda categoria tra i padovani del San Fidenzio Polverara e del Due Stelle: l’arbitro veneziano, colpito al naso da una testata di un giocatore che era appena stato espulso, ha sospeso la partita ed è andato in ospedale. Il referto parla di 15 giorni di prognosi e per il calciatore è scattato pure un Daspo per 5 anni stabilito dal questore.
Aggressioni agli arbitri raddoppiate in Veneto: adesso si rischia di finire in cella
PADOVA - Tarcisio Serena, presidente regionale veneto degli arbitri di calcio, legge le statistiche e poi sospira: «Qui non abbiamo mai avuto numeri così alti». Nel documento che...








