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Ancora oggi quando esce un film in cui qualcuno di impreparato è costretto a battersi contro una minaccia sovradimensionata, che sia un tornado, un mostro o gli alieni, ci sono buone probabilità che la storia segua lo schema narrativo di Lo squalo. Di sicuro quel film userà almeno uno dei suoi modelli di personaggio o dei suoi snodi chiave. Nope, il film di Jordan Peele in cui degli allevatori di cavalli si confrontano con qualcosa di minaccioso e di inizialmente inspiegabile, segue per esempio alla lettera la struttura di Lo squalo e ci si ispira per i personaggi.

Di certo oggi, 50 anni esatti dopo l’uscita di quel film che rese famosissimo Steven Spielberg ancora 27enne, tutti i grandi film con alte ambizioni di incasso vengono distribuiti e promossi usando le strategie inventate dalla Universal per Lo squalo. È noto che Alien di Ridley Scott, realizzato quattro anni dopo, nel 1979, fu descritto ai produttori come «Lo squalo, ma nello spazio» per convincerli delle potenzialità, e anche in quel caso i personaggi e gli snodi narrativi della trama furono ricalcati su quelli di Lo squalo.

Il New York Times, in occasione dei 50 anni del film, li ha schematizzati. Si va dalla vittima iniziale, alla location remota, all’eroe riluttante, all’esperto che entra in gioco solo a un certo punto, alle autorità inaffidabili, alla morte che dispiace al pubblico, fino al duello finale e alla grande esplosione liberatoria e vittoriosa. E sempre secondo il New York Times, i film che rispondono a questo schema usciti tra il 1976 e oggi sono 50, o almeno 50 sono quelli che hanno individuato loro. Ci sono molti film di serie B meno noti, film di mostri e animali mutati, ma anche classici come Tremors, Jurassic Park dello stesso Spielberg, Predator e Twister.