Una scoperta. Una novità che potrebbe rivelarsi decisiva o del tutto inutile. Siamo ancora a Garalsco, dove quasi in chiusura del secondo round dell'incidente probatorio, a ridosso del blackout che ha colpito i laboratori della Polizia scientifica all’interno della Questura, è emersa una novità delle potenzialità ad ora ignote. Una scoperta tanto imprevista da non comparire nella prima stesura del verbale, vergata a mano. Solo dopo un’attenta analisi a occhio nudo — per escludere che potesse trattarsi di un pelo animale, magari appartenente a uno dei gatti dei Poggi, o di un semplice residuo — si è concluso che quella formazione pilifera di tre centimetri era con ogni probabilità un capello.
Il nuovo reperto, ritrovato all’interno del sacco azzurro della spazzatura, non era attaccato a imballaggi di biscotti o cereali, né a confezioni di Estathè o Fruttolo, e nemmeno a resti di banana ormai marci. Tutto ciò ha rafforzato l’ipotesi che si tratti effettivamente di un capello umano. "Appartenente a Chiara Poggi o a persona che abbia partecipato alla mattanza della 26enne di Garlasco in quella tragica mattinata del 13 agosto 2007", fanno sapere gli inquirenti.
GARLASCO, LA DENUNCIA DEL LEGALE DI SEMPIO: "NON ANDAVA APERTO"













