Con il rinvio di 6 mesi dell’entrata in vigore della SUGAR TAX, previsto il 20 gennaio dal Governo, i consumatori hanno per il momento scongiurato un rincaro di circa il 25% del prezzo delle bevande zuccherate. La misura, introdotta con la legge di Bilancio 2020 del governo giallorosso di Giuseppe Conte, è nata con l’obiettivo di scoraggiare il consumo di zuccheri e promuovere abitudini alimentari più sane – in linea con quanto già fatto in altri Paesi europei e mondiali come Francia, Spagna, Regno Unito e Ungheria, Messico, Colombia e alcune città degli Stati Uniti – la SUGAR TAX dal 1° luglio 2025 avrebbe dovuto colpire produttori e importatori di bevande analcoliche zuccherate, applicando un’imposta di consumo di 10 euro per ettolitro sulle bibite finite con edulcoranti e dello 0,25 centesimi di euro per Kg nel caso di prodotti predisposti a essere utilizzati solo dopo essere stati diluiti.

I rinvii

La misura è giunta quindi all’ottavo rinvio: finora non si è riuscita ad eliminarla del tutto perché bisognerebbe trovare delle coperture stabili per rinunciare al gettito stimato: già rinviare di sei mesi l’entrata in vigore della SUGAR TAX significa dover rinunciare per tutto il 2025 a circa 60 milioni di euro, almeno stando alle ultime quantificazioni della Ragioneria generale dello Stato messe a punto per la conversione in legge del decreto Superbonus (Dl 39/2024).