La proroga dell’entrata in vigore al 2026 della sugar tax diventata definitiva con l’ok finale della Camera (160 voti favorevoli, 99 contrari e 3 astenuti) al decreto Economia (Dl 95/2025) non chiude la partita. Il pressing resta forte all’interno della maggioranza per arrivare a una cancellazione definitiva del prelievo. L’apertura del Governo con il parere favorevole all’ordine del giorno presentato da Raffaele Nevi di Forza Italia può aprire più di uno spiraglio per l’autunno nell’ambito della manovra. Anche se la riformulazione con cui è stato accolto mette già in chiaro quale sia la questione principale. L’impegno all’Esecutivo è comunque legato ai «vincoli di finanza pubblica» e potrebbe sostanziarsi in un ulteriore differimento «in vista di una successiva possibile eliminazione». Un’apertura che incontra la soddisfazione di Assobibe, l’associazione di Confindustria che rappresenta i produttori di bevande analcoliche in Italia. La sugar tax è una tassa «inefficace, regressiva e dannosa per il sistema produttivo italiano», spiega il presidente Giangiacomo Pierini. «Penalizza le imprese, molte delle quali Pmi, senza generare – aggiunge Pierini - alcun beneficio concreto per la salute pubblica. Chiediamo al Governo di compiere il passo decisivo verso la cancellazione dell’imposta nella prossima manovra economica».