«Sono morto a quattro anni precipitando nel vuoto dal balcone dell’asilo: giocavo sul terrazzo, un’asse di legno della ringhiera ha ceduto e ho fatto un volo di quattro metri. La maestra si è messa a piangere e ha portato gli altri bambini in aula a recitare il deprofundis. Nessuno è venuto a recuperarmi. Mi sono svegliato pieno di graffi, ho rimesso l’asse a posto e poi mi sono unito al deogratias per la resurrezione: la maestra gridava al miracolo. Il mio primo ricordo è quello di una caduta».
Francesco Moser: «Cadendo a quattro anni sono morto e poi risorto. Saronni? È un ipocrita. Facevo le trasfusioni perché allora si poteva»
Il ciclista: «Eravamo tredici fratelli, la nostra vita di bambini in campagna è stata dura. Aiutavamo nei campi fin da piccoli»







