BEIRUT - Davanti all’Assemblea generale dell’Onu, lo scorso settembre, il premier israeliano Benjamin Netanyahu decise di ribattere a muso duro ai Paesi che accusavano Israele per le stragi di Gaza. «Siamo in guerra, combattiamo per la vita. Come Mosè prima di entrare nella Terra Promessa abbiamo difronte un dilemma: lasciare alle future generazioni una benedizione o una maledizione. Oggi per noi è la riconciliazione tra arabi ed ebrei o la maledizione iraniana. Dietro agli Houthi, ad Hamas, ad Hezbollah che ci attaccano c’è Teheran. Allora ho un messaggio per i tiranni dell’Iran. Non c’è un luogo nel vostro Paese dove la lunga mano di Israele non possa raggiungervi e questo è vero per l’intero Medio Oriente».