Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
Ultimo aggiornamento: 20:30
Vladimir Putin allarma l’Occidente dal Forum economico internazionale di San Pietroburgo. Il presidente della Russia ha detto di considerare il popolo russo e quello ucraino un unico popolo: “In questo senso, tutta l’Ucraina è nostra”. Non ha nascosto i rischi di escalation verso una terza guerra mondiale: “È preoccupante. Lo dico senza ironia. Certo, il potenziale di conflitto è enorme e sta aumentando”. Poi ha smorzato i torni, specificando come il Cremlino non cerchi “la capitolazione dell’Ucraina, ma solo il riconoscimento delle realtà emerse sul terreno”. Una richiesta, fino ad ora, sempre respinta al mittente dall’Unione europea e da Zelensky, desiderosi di ristabilire i confini precedenti all’invasione.
Tuttavia, lo zar non ha escluso neppure la possibilità che le forze armate russe prendano il controllo della città ucraina di Sumy, nel nord-est del Paese, proprio mentre si discute della possibilità di una tregua ai combattimenti. L’obiettivo della Russia infatti è creare una “zona cuscinetto” lungo il confine, ha aggiunto Putin, accusando Kiev di rappresentare una minaccia costante per i territori della Federazione vicini all’Ucraina: “Non abbiamo come obiettivo la presa di Sumy, ma in linea di principio non lo escludiamo, bombardano costantemente le nostre aree di confine”. Secondo Putin, “l’esercito russo avanza ogni giorno in tutte le direzioni, lungo l’intera linea del fronte”.












