"Irussi e gli ucraini sono un unico popolo, e in questo senso tutta l'Ucraina è nostra".

E' un Vladimir Putin particolarmente assertivo quello che si presenta alla platea del Forum economico internazionale di San Pietroburgo. Anche se all'affermazione shock fa seguire toni solo in parte più concilianti: la Russia, fa capire, continuerà a riconoscere l'indipendenza di Kiev ma a patto che sia uno "Stato neutrale" (quindi non entri nella Nato) e ceda i territori occupati dalle truppe di Mosca. La Russia, ha assicurato il capo del Cremlino partecipando ad un dibattito insieme ad alcuni ospiti stranieri, "non cerca la capitolazione dell'Ucraina, ma solo il riconoscimento delle realtà emerse sul terreno". E a questo fa seguire un'altra frase ad effetto. "E' una vecchia regola - afferma - dove c'è il piede del soldato russo, quello è nostro". Una regola che non sembra valere solo per i territori dove le sue truppe sono già presenti. Il leader russo non esclude infatti di puntare a conquistare la città settentrionale di Sumy, nell'avanzata delle truppe che hanno la missione di creare una "fascia di sicurezza" in territorio ucraino lungo il confine con la regione russa di Kursk, che le forze di Kiev hanno cercato di invadere, venendo respinte dopo molti mesi di combattimenti.