Il Salone internazionale dell’aeronautica e dello spazio di Le Bourget, alle porte di Parigi, si svolge in un momento quantomai opportuno, ancorché non necessariamente propizio, per questo settore cruciale per il sistema politico ed economico mondiale. Sono infatti molteplici i fenomeni che lo interessano, alcuni legati all’attualità, altri a cambiamenti di natura strutturale.
La tragedia di Ahmedabad, che con 279 vittime è la più pesante dal 2014, oltre a rilanciare il dibattito sulla sicurezza del trasporto aereo (che resta la modalità più sicura, una volta ponderate le distanze percorse), solleva nuovi interrogativi sull’affidabilità degli aerei Boeing. Le scatole nere del 787 Dreamliner di Air India non sono ancora state esaminate, ma è immediato pensare ai molti incidenti che negli ultimi anni hanno colpito la società di Seattle e Chicago, e in particolare ai due crash di 737 MAX nel 2018 e 2019 in cui morirono 346 persone. Sotto la guida di Kelly Ortberg, un veterano del settore richiamato dalla pensione lo scorso agosto, Boeing aveva iniziato a rimontare il piano inclinato, con l’obiettivo di medio periodo di cambiare in profondità la cultura d’impresa, dominata a lungo da un mix tossico di tagli indiscriminati dei costi e pressioni a rispettare programmi di produzione sempre più esigenti. Un exploit, anche dal punto di vista borsistico – certo ancora parziale e incerto, celebrato dal «Financial Times» (How Kelly Ortberg is piloting Boeing from crisis to cash, 9 giugno). appena tre giorni prima che gli eventi in India causassero un nuovo tonfo del titolo (-6,4%) e costringessero Ortberg a rinunciare alla trasferta parigina.










