Anche un testo secolare, complesso, oggetto di migliaia di studi come la Bibbia, può essere decifrato con l'uso dell'intelligenza artificiale. La sua applicazione ai testi storici o in questo caso agli studi biblici è un campo in rapida crescita, ma non si tratta di "decifrare" la Bibbia nel senso di rivelare significati nascosti o segreti, quanto piuttosto di analizzare i testi in modi nuovi e su scale che non sarebbero possibili per l'analisi umana, fornendo strumenti per affinare la comprensione accademica.
La Bibbia, come la conosciamo, è il culmine di un processo esteso di trasmissione sia orale che scritta, che ha attraversato secoli, tradizioni, culture. Un processo lento ma costante, frutto di una continua rielaborazione e stratificazione dei testi, ritenuti originali o più antichi. Il mondo accademico riconosce ampiamente questa complessità, ed infatti, la ricostruzione dei vari strati testuali, la loro datazione precisa e il contesto storico sono oggetto di intensi dibattiti tra gli storici e biblisti.
Dibattiti, animati da metodologie di critica testuale e diacronica che guarda al testo nel tempo, studiandone l'evoluzione e la stratificazione e che impiega un'ampia gamma di criteri: linguistici, stilistici, intrabiblici, archeologici e storici. Shira Faigenbaum-Golovin, professoressa di matematica alla Duke University, nel suo studio ha fatto ricorso ad un mix di intelligenza artificiale, modelli statistici e analisi linguistica per affrontare uno dei più grandi misteri che riguardano il Testo Sacro: chi ha scritto la Bibbia?








