Il processo e l’eventuale condanna» di una madre, che per sbaglio l’estate scorsa nel cortile privato di casa aveva messo in moto l’auto senza avvedersi di stare schiacciando sotto la ruota sinistra la testa del figlioletto di 18 mesi rimasto per sempre lesionato - «costituirebbe una sorta di trattamento contrario al senso di umanità (articolo 27 della Costituzione»): e questo perché la mamma (in un paese dell’hinterland milanese che qui non si indicherà per non farla identificare) «sconta già una sorta di “ergastolo con fine pena mai”», e «una reazione penalistica non serve a nulla, anzi appare addirittura controproducente», qui «non avendo il diritto penale alcuna funzione da svolgere, né per il reo né per la collettività». Con questa ardita teorizzazione la Procura di Milano chiede all’Ufficio Gip di escludere la punibilità della madre per «tenuità del fatto» e quindi archiviare la donna; o, in subordine, di sollevare alla Consulta questione di legittimità costituzionale del reato di lesioni gravissime per possibile contrasto con il divieto di pene inumane.