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La donna avviò l'auto e, senza accorgersene, travolse la piccola mentre stava giocando. Per il pubblico ministero un'eventuale condanna "costituirebbe una sorta di trattamento contrario al senso di umanità"
É destinata a far discutere la decisione del pubblico ministero di Milano Paolo Storari che ha chiesto al giudice per le indagini preliminari di archiviare l'accusa di lesioni personali gravissime colpose nei confronti di una donna che ha investito con l'auto la figlia di appena 18 mesi causandole una condizione neurologica gravemente menomante per tutta la vita. Secondo il magistrato costringere una madre a vedere il proprio figlio crescere con lesioni permanenti, e per giunta a causa propria, è già di per sé "un ergastolo con fine pena mai". La richiesta del pm al gip è quella di non procedere nei confronti della donna.
L'incidente è accaduto la scorsa estate in un paese dell'hinterland milanese che non è stato rivelato al pubblico per tutelare la privacy dell'indagata. La donna mise in moto l'auto e, senza accorgersene, investì la piccola mentre stava giocando nel cortile di casa. Per il magistrato che ha chiesto al giudice per le indagini preliminari di non punirla, un'eventuale condanna o lo svolgimento di un processo a carico dell'indagata "costituirebbe una sorta di trattamento contrario al senso di umanità", vietato dall'articolo 27 della Costituzione, la cui inviolabilità è assoluta. Perché, in questo caso, è la posizione del pm, anticipata da Il Dubbio e dal dorso milanese del Corriere della Sera, e il diritto penale non ha alcuna funzione da svolgere. Né per il reo né per la collettività.









