La via del 'laicato cattolico’
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La statua di Marco Tullio Cicerone davanti al palazzo di Giustizia di Roma
Cigliana*Il brano scelto dal Ministero per questa seconda prova della maturità pare perfettamente consono alle esigenze e alle attese dei tempi attuali e del tutto rispondente ai bisogni dei giovani di oggi: il tema dell’amicizia, infatti, si pone al centro del percorso di maturazione e di crescita dei giovani, ma non sempre viene affrontato con le dovute cautele. Per cui mi pare che il testo proponga una analisi certamente datata al I sec. a .C. ma estremamente attuale perché legata a situazioni oggettive della nostra società moderna: fino a che punto l’amicizia è dipendente dalla nostra debolezza e dalla scarsezza dei nostri mezzi, in modo da poter dare oppure ottenere aiuto e sostegno? Fino a che punto si fonda su sentimenti morali e su una sincera disponibilità a stabilire rapporti veritieri e profondi con gli altri?
Il pensiero di Cicerone è chiaro. L’amicizia in realtà – come dimostra la radice stessa ‘am’ della parola – presuppone l’amore, quindi può nascere solo dal sentimento virtuoso della condivisione di intenti e finalità morali, lontana da scelte opportunistiche e da interessi personali e fondata sulla lealtà e sulla fides. In conclusione, è la disponibilità dell’anima a dettare i modi e i temi dell’amicizia.











