PADOVA - Ha ribattuto punto su punto ai 53 episodi contestati. Così ieri mattina l’ex prefetto di Padova, Francesco Messina, indagato per peculato continuato, è tornato in città per l’udienza preliminare, celebrata davanti al gup Laura Alcaro. La seduta, fissata per decidere sull’eventuale rinvio a giudizio richiesto dal pubblico ministero Benedetto Roberti, si è però chiusa, dopo il lungo intervento di Messina, con un nulla di fatto: il giudice ha stabilito di rinviare l’udienza, fissando una nuova data per pronunciarsi. Messina, accompagnato dal suo legale, l’avvocato Alberto Berardi, ha illustrato nel dettaglio tutti i punti oggetto dell’indagine. Le accuse risalgono al periodo compreso tra luglio 2023 e settembre 2024, quando Francesco Messina ricopriva l’incarico di prefetto nel capoluogo euganeo. Secondo la Procura, avrebbe utilizzato in maniera impropria le auto di servizio e gli autisti della Prefettura, che sono agenti della Questura, per scopi personali, incluse trasferte fuori provincia prive di giustificazione istituzionale. Le contestazioni riguardano principalmente l’uso delle Audi A3 assegnate all’ufficio, oltre alle spese correlate: carburante, pedaggi autostradali, indennità e straordinari per il personale per un totale di 6.600 euro di denaro pubblico.