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Ultimo aggiornamento: 9:23
“Queste persone lì (a Gaza) meritano la morte. Una morte dura, una morte straziante. Avremmo dovuto vedere molta più vendetta, molti più fiumi di sangue” afferma Yehuda Shlezinger, giornalista.
L’opinione pubblica israeliana incita al genocidio di un “gruppo inutile”, mentre quella occidentale tace. In questi giorno, “per coprire (il genocidio) che non è più possibile nascondere, Israele (…) ha attaccato l’Iran” – così Paola Caridi, ripresa anche da Repubblica. Una guerra di dimensioni spaventose è possibile, certo, ma il focus resta Gaza.
Premessa. Esperti di genocidio e giuristi di quasi tutto il mondo concordano: è genocidio. Così il Lemkin Institute For Genocide Prevention (qui la definizione giuridica): “Il genocidio di Israele contro i palestinesi comporta l’omicidio pianificato e del tutto intenzionale e lo sfollamento forzato di tutti i palestinesi dalle loro case ancestrali (…), con tutti i mezzi disponibili.” Intenzionalità, la parola chiave. Per il Lemkin (nome del giurista che coniò il termine) l’uso di “omicidio di massa” è un errore dei media occidentali: nasconde la volontà di eliminare un popolo in quanto tale.






