Una rosa di sette nomi almeno su cui si stanno concentrando le ricerche tramite ambasciate di Russa e Bielorussia - sulla scorta di alcune testimonianze fra cui quella della moglie di un produttore con cui avrebbe parlato proprio in russo - per risalire all’identità della donna trovata morta il 7 giugno scorso nel parco di Villa Pamphili. Ma non c’è ancora nessuna certezza e non è questo l’unico fronte aperto. Continua infatti lo “screening” con l’Interpol per risalire a tutte le persone scomparse negli ultimi due anni che siano di un Paese extra Europeo escludendo continenti come l’Africa e l’Asia.
La donna, che in molti conoscevano con il solo nome di Stella ma che nessuno reclama né cerca, resta al momento avvolta nel mistero mentre a Malta gli agenti di polizia dello Sco, il Servizio centrale operativo, continuano a setacciare ospedali, farmacie e studi medici privati. Da ultimo, infatti, l’ipotesi che la donna possa aver partorito in casa quella bambina di circa un anno trovata, anche lei morta, fra gli oleandri di uno dei più grandi polmoni verdi della capitale.
Sul profilo di Charles Francis Kaufmann, il 46enne, arrestato sull’isola greca di Skiathos il 13 giugno con l’accusa dell’omicidio della bimba e dell’occultamento del cadavere della madre, arrivano invece le conferme. L’uomo di origini californiane ha cambiato nome nel 2019 rinnovando il passaporto statunitense in Rexal Ford e appropriandosi così per fini utilitaristici, considerate le sue velleità professionali, del profilo di un vero produttore cinematografico. Alle spalle ha diverse precedenti, fra cui cinque arresti negli Usa per violenza. I due si sono conosciuti a Malta ma mentre per l’uomo è stato possibile tracciare il percorso, l’arrivo della donna sull’isola resta ancora un “Risiko” da sciogliere. Non è escluso neanche che la vittima, di un’età apparente di circa 30 anni, potrebbe aver raggiunto un Paese europeo prima del 2023 e da lì arrivare a Malta “saltando” i controlli di polizia, trattandosi di una tratta Schengen.










