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I movimenti navali e aerei degli Usa rafforzano l'ipotesi di ingresso in guerra. Rischio rappresaglie
Quattro bombardieri strategici B2 pronti a decollare dalla base di Diego Garcia nell'Oceano Indiano. Tre portaerei con le relative squadre navali in via di posizionamento tra Mediterraneo, Mar Arabico e Golfo Persico. Una flotta di 18 aerei cisterna atterrati in Spagna dopo aver attraversato l'Atlantico. Le minacce di Donald Trump all'Iran non si limitano più alle sole parole. Da 72 ore movimenti navali e spostamenti aerei contribuiscono a rafforzare l'ipotesi di un'imminente entrata in guerra. Un'entrata in guerra che secondo quanto fa capire il presidente Usa sarà graduale, ma devastante. La "resa senza condizioni" richiesta al regime lascia poco spazio alla trattativa. Una resa di quel genere non prevede negoziati e impone che la Suprema Guida accetti tutti i termini imposti da Potus. A partire dalla totale apertura del Paese alle ispezioni fino alla totale distruzione delle sue infrastrutture nucleari. Termini che i vertici della Repubblica Islamica non possono certo accettare.






