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Il Pentagono rafforza lo schieramento nella regione con caccia, tanker e tre portaerei, mentre la tregua ordinata da Trump resta appesa ai colloqui

Nonostante il prolungamento del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran “fino alla fine dei colloqui” ordinato dal presidente Donald Trump martedì 21 aprile, il Pentagono continua a spostare in modo massiccio assetti militari nella regione mediorientale.

Da settimane sappiamo già della decisione di inviare nell'area il gruppo d'attacco della portaerei “Bush”, partita da Norfolk il 31 marzo, che dopo aver circumnavigato l'Africa per evitare di doppiare lo Stretto di Bab el-Mandeb – a rischio per i possibili attacchi degli Houthi – è giunta il 23 aprile nell'Oceano Indiano settentrionale, zona di competenza della Quinta Flotta e del CENTCOM, il Comando Centrale USA che sovrintende alle operazioni in Medio Oriente e Asia Centrale. La portaerei sta navigando accompagnata da tre cacciatorpediniere di classe Arleigh Burke - l'USS “Mason”, l'USS “Donald Cook” e l'USS “Ross” - e con una delle ultime due petroliere veloci della flotta, la USNS “Arctic”.