GENOVA. «Sono successe tante cose in questi mesi. Non le ho nemmeno raccontate. Oltre i droni fuori dal terrazzo di casa anche il fatto di essere stata seguita, di avere la percezione di persone che mi fotografavano, che sono andate a parlare con i miei vicini, nel mio palazzo, con i negozianti da cui vado a comprare per capire cosa faccio, come mi comporto, persino dove ho il box. Un livello da “andiamo a guardare nella spazzatura per vedere che cosa mangia”. Non ne ho parlato ma ogni volta che veniva fatto notare l’accanimento nei miei confronti dalla destra dicevano che non dovevo fare la vittima. Secondo me quello che sta succedendo in questi giorni è una bella risposta».

Tangenti e dossier anti-Salis, indagato l’ex assessore di FdI: “Manovre per pilotare voti”

MARCO FAGANDINI, TOMMASO FREGATTI, MATTEO INDICE

Non erano solo sensazioni quelle di Silvia Salis, sindaca di Genova eletta da nemmeno un mese, ma quei tentativi di discredito hanno preso la forma di un fascicolo giudiziario. Due, in realtà, le inchieste della procura, una delle quali sull’ipotesi del presunto dossieraggio orchestrato per tentare di danneggiare la sua campagna elettorale. L’altra su ipotesi di corruzione e di violazioni nelle attività di prevenzione e repressione dei reati per cui sono indagati una quindicina di agenti di polizia municipale per falso ideologico lesioni aggravate nei confronti di persone portate negli uffici per essere controllate o arrestate. E nelle carte finisce anche la chat degli agenti dal titolo «Quei bravi ragazzi». Da cui filtrano provocazioni e senso di impunità.