L’Italia è indubbiamente il Paese in cui viene fatto il maggior uso di indicatori economici negativi a scopo sensazionalistico o politico.
Difficilmente viene invece dato risalto alle tendenze positive, alcune delle quali appaiono talvolta in netto contrasto con il percepito. È il caso, ad esempio, degli indici Europa 2030 relativi alla severa deprivazione materiale e sociale, definita come l’impossibilità di soddisfare sette o più dei tredici fabbisogni fondamentali indicati da Bruxelles, cioè la maggioranza di essi.
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Tali fabbisogni essenziali sono i seguenti: 1) non poter sostenere spese impreviste (l’importo di riferimento per le spese impreviste è pari a circa 1/12 del valore della soglia di povertà annuale calcolata con riferimento a due anni precedenti l’indagine); 2) non potersi permettere una settimana di vacanza all’anno lontano da casa; 3) essere in arretrato nel pagamento di bollette, affitto, mutuo o altro tipo di prestito; 4) non potersi permettere un pasto adeguato almeno una volta ogni due giorni, cioè con proteine della carne, del pesce o equivalente vegetariano; 5) non poter riscaldare adeguatamente l’abitazione; 6) non potersi permettere un’automobile; 7) non poter sostituire mobili danneggiati o fuori uso con altri in buono stato; 8) non potersi permettere una connessione internet utilizzabile a casa; 9) non poter sostituire gli abiti consumati con capi di abbigliamento nuovi; 10) non potersi permettere due paia di scarpe in buone condizioni per tutti i giorni; 11) non potersi permettere di spendere quasi tutte le settimane una piccola somma di denaro per le proprie esigenze personali; 12) non potersi permettere di svolgere regolarmente attività di svago fuori casa a pagamento; 13) non potersi permettere di incontrare familiari e/o amici per bere o mangiare insieme almeno una volta al mese. I primi sette indicatori sono famigliari, i secondi sei individuali.






