Si chiama impotenza appresa. L'ho studiata all'università, durante la triennale in psicologia. Il termine mi viene in mente mentre corriamo nel rifugio per la terza volta nella stessa notte. Hanno dato la scossa elettrica a un gruppo di topi. O di cani. Un esperimento di psicologia. Una faccenda crudele, oggi il comitato etico non la consentirebbe. Gli animali ricevevano la scossa e imparavano che non esisteva correlazione tra i loro tentativi di scappare o di evitare la scossa e le conseguenze. Le scosse erano somministrate in modo arbitrario, casuale. Pian piano nei cani, o nei topi, subentrava l’apatia. Cadevano in depressione. Se non c’è correlazione tra le mie azioni e i risultati, che spazio resta alla volontà individuale, libera?
Il diario di Eshkol Nevo da Israele, la diciannovesima puntata: «Le notti nel rifugio e il nuovo amore nato sotto i missili»
L’essere umano è capace di male e capace di bene. La scelta è nelle nostre mani







