Occhi sul foglio.
Telefoni fuori dai radar.
E la testa sulla traccia da scegliere. In tanti non hanno avuto dubbi: rispetto, non solo parola dell'anno, ma anche quella che per gli studenti romani è più possibile argomentare, tra le connessioni con il proprio vissuto e i temi d'attualità.
E poi gli anni Trenta, Borsellino, i social e quelle due parole ripetute da tutti: "Speriamo bene".
Grande assente tra le testimonianze dei maturandi: la letteratura. Dalla delusione per non aver trovato D'Annunzio, Montale e Svevo tra gli autori, alla sorpresa per Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e una poesia di Pier Paolo Pasolini tratta dall'appendice di "Dal diario". Entrambi trattati "per niente" o "superficialmente" nei programmi scolastici, come raccontano gli studenti che hanno preferito non scegliere la tipologia A.













