Tra le tracce della maturità ha trovato anche una riflessione del padre.

"Speriamo non mi abbia scelto", dice Telmo Pievani, filoso, il cui estratto da "Un quarto d'era (geologica) di celebrità" è stato proposto ai maturandi. Tra gli oltre 524mila maturandi che quest'anno sostengono l'esame di Stato, c'è proprio il figlio del filosofo e saggista. "Speriamo non mi scelga", ha confessato lui a Repubblica con una punta di imbarazzo, appena ha saputo che il suo scritto era tra le sette tracce proposte agli studenti.

Negli ultimi anni Pievani è diventato un punto di riferimento per chiunque voglia comprendere le sfide e le complessità del mondo contemporaneo attraverso la lente rigorosa e affascinante della biologia evoluzionistica Il suo brano, pubblicato sulla rivista trimestrale "Sotto il Vulcano", riflette sull'impatto ambientale della nostra attuale civiltà e della cementificazione del territorio "Siamo appena arrivati su questo mondo - spiega Pievani -, non siamo indispensabili. In un dibattito sempre schiacciato sul presente, allargare lo sguardo dà un vantaggio fondamentale. Le ultime tre o quattro generazioni hanno cambiato l'ambiente in un modo talmente pervasivo, depauperandolo e riducendo la biodiversità, che il mondo dopo di noi farà molta più fatica ad adattarsi", ragiona, aggiungendo tuttavia che "i ragazzi, come quelli che stanno facendo la maturità oggi, non hanno alcuna responsabilità".