Ma quindi, alla fine della fiera, qual è oggi la differenza politica tra Pd e Avs? Qual è l’elemento di distinzione tra il partito di Elly Schlein e l’alleanza elettorale di Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli? Me lo chiedo senza polemica e senza asprezza, starei per dire quasi con curiosità puramente politologica. Infatti, in un sistema politico basato su coalizioni tra partiti differenti, razionalità impone che ciascuno - a prescindere dal consenso e dalla momentanea dimensione dei vari soggetti politici - porti una connotazione specifica e distinguibile. Certamente compatibile e auspicabilmente complementare con le altre forze con cui ci si propone di realizzare l’alleanza: ma di sicuro una connotazione originale e ben riconoscibile.
Qualunque cosa si pensi del centrodestra, da quelle parti funziona esattamente così. Nella storia i voti possono andare e venire, e anche transitare momentaneamente da un partito all’altro, ma alcune connotazioni di Fratelli d’Italia, della Lega e di Forza Italia restano visibilmente diverse. Dalla politica estera all’economia, dal rapporto tra stato centrale e autonomie territoriali, le tre liste di centrodestra stanno e staranno insieme, con elettori ultrasimpatetici e non di rado intercambiabili, ma con identità orgogliosamente riconoscibili. Al punto che lo ricorderanno tutti - il tentativo di dare vita al Pdl come partito unitario che doveva fondere Forza Italia e l’allora Alleanza Nazionale naufragò ben presto. La Lega si mantenne comprensibilmente distinta dal progetto, e alla fine le identità dei due soggetti contraenti riemersero in modo piuttosto visibile, anche al di là dell’aspra contesa personale tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini.






