Come il richiamo della foresta. In pratica, se Giuseppe Conte chiama, il Pd docilmente segue. O comunque manda una delegazione: «Ci siamo anche noi». Stavolta, per una manifestazione ancora più tosta, "No guerra, riarmo, genocidio, autoritarismo", l’appuntamento è per sabato 21 giugno a Roma, partenza da piazzale Ostiense. Un corteo oltranzista che va ben oltre le posizioni del Partito Socialista Europeo, sfiorando la messa in discussione della Nato. Un tuffo nel passato che cancella la famosa intervista di Enrico Berlinguer sull’ombrello protettivo. Il prossimo corteo riassume tutte le più recenti fobie del campo largo: il riarmo europeo, Israele, gli Stati Uniti, Gaza e l’Iran come «Paese vittima di un attacco unilaterale». La casa del M5S e di AVS (oltre a tutto l’arcipelago Pro Pal) si presta un’altra volta ad accogliere il Nazareno. Non ci sarà Elly Schlein, impegnata nelle stesse ore ad Amsterdam in una riunione dei Verdi e dei socialisti; ci saranno molti esponenti della sua segreteria. Con il ramoscello d’Ulivo gentilmente offerto agli alleati radicali del campo largo. Era già successo per la sfilata di Giuseppe Conte ai Fori Imperiali, con il capogruppo in Senato Francesco Boccia in prima fila.