Roma, 18 giu. (askanews) – La Cina si propone come possibile mediatrice per una de-escalation del conflitto tra Israele e Iran, anche se al momento non sembra esservi interesse, quanto meno da parte israeliana, a fermare l’operazione “Rising Lion”.
La Cina, che ha cominciato a evacuare i propri cittadini dai due paesi, ha lanciato diversi appelli per un cessate il fuoco. Ma ha fatto di più. Il presidente Xi Jinping è intervenuto direttamente ieri, durante la sua visita in Kazakistan dove ha partecipato al summit Cina-Asia centrale. “La Cina è pronta a collaborare con tutti per svolgere un ruolo costruttivo nel ristabilire pace e stabilità in Medio Oriente”, ha detto il numero uno di Pechino.
Nel fine settimana, il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha parlato telefonicamente con i suoi omologhi iraniano e israeliano, Abbas Araghchi e Gideon Sa’ar. Il capo della diplomazia cinese ha condannato l’attacco israeliano come una violazione “inaccettabile” del diritto internazionale, ma ha anche detto che Pechino è pronta a svolgere un ruolo “costruttivo” nell’aiutare le due parti a risolvere le loro divergenze.
L’Iran è parte dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (SCO), il gruppo di sicurezza incentrato su Pechino e Mosca. Anche questo raggruppamento ha espresso una condanna secca dei raid israeliani e ha chiesto una soluzione “pacifica, politica e diplomatica” del conflitto mediorientale.
















