I bombardamenti aerei israeliani sull’Iran, giunti ieri al quarto giorno, hanno colpito anche le forze missilistiche del regime di Teheran, controllate dai militi pasdaran, ma l’arsenale degli ayatollah resta ingente e i lanci spesso soverchiano le difese ebraiche. Il consigliere per la sicurezza nazionale israeliana Tzachi Hanegbi ha reso noto che l’Iran avrebbe ancora «fra 1.500 e 2.000 missili». Il portavoce di Tsahal, le forze armate ebraiche, generale Effie Defrin, ha riferito che finora l’Iran ha lanciato «350 missili a partire da venerdì», in risposta all’offensiva israeliana, e che i caccia israeliani hanno distrutto al suolo «120 rampe di lancio, un terzo del totale», oltre a «20 missili distrutti al suolo la scorsa notte, prima che fossero lanciati».
Assai tartassata è stata la base missilistica di Kermanshah, dove, come da immagini satellitari diffuse dalla CNN, sono stati danneggiati 15 edifici, nonché le entrate dei tunnel sotterranei in cui trovano rifugio i grossi autocarri muniti di rampa di lancio. Altre “città sotterranee” di missili sono state bersagliate a Tabriz e Ghadir, ma gli iraniani camufferebbero molti camion lanciamissili da veicoli civili. I pasdaran hanno ieri dichiarato d’aver colpito Tel Aviv e Haifa con missili ipersonici in grado di superare le difese con «nuovi metodi». Si riferivano al missile ipersonico a testata manovrabile Fattah-1, la cui velocità terminale è stimata fra Mach 13 e Mach 15, cioè da 13 a 15 volte la velocità del suono, fino a 16.000 km/h. Inizialmente con gittata da 1.400 km, il Fattah sarebbe stato migliorato come Fattah-2, da 1.800 km di gittata, utilizzato dagli Houthi, i ribelli filoiraniani dello Yemen, per attaccare Israele da Sud.













